Intelligenza Artificiale e Arte: la tecnologia al servizio dei beni culturali

Data
06 Dic 2019
Categoria
News
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Intelligenza Artificiale e Arte: la tecnologia al servizio dei beni culturali

Con il passare dei decenni, le opere d’arte – e purtroppo nessuna fa eccezione – tendono a deteriorarsi, perdono il loro smalto. Per quanto possibile, gli specialisti del restauro cercano di tutelare questo patrimonio dal valore inestimabile, tentando in tutti i modi di riavvolgere il nastro del tempo. Ricostruire a suon di pennellate una tela dai colori spenti, riportandola all’antico splendore, è un’operazione estremamente delicata. Il rischio di incappare in una topica – un errore commesso in buona fede – è statisticamente rilevante.

I restauratori non agiscono d’impulso, si documentano costantemente prima di intervenire sul prezioso bene, giocando un ruolo cruciale in questa partita. Questi professionisti potrebbero in futuro avvalersi di una preziosa consulenza, quella di una routine di Intelligenza Artificiale perfettamente addestrata. Lo afferma uno studio recente, firmato dai ricercatori dell’Università tecnica di Delft, uno degli atenei più antichi d’Olanda.

Per quanto ben conservati, diversi disegni a china di Van Gogh sono ormai sciupati, la traccia lasciata dall’inchiostro sta progressivamente svanendo. Sono opere d’arte che non si possono più esporre al pubblico e che necessitano di un restauro. Consci del problema, gli studiosi hanno elaborato un modello matematico, in grado di ricostruire pixel per pixel queste opere dal valore inestimabile.

“Uno degli obiettivi della nostra ricerca è quello di stabilire con appositi parametri come il disegno si presentava in origine, come appare e che forma avrà in futuro, creando dei modelli di machine learning focalizzati sull’uso dei colori e il loro progressivo venir meno con il passare del tempo” afferma Jan Van der Lubbe, uno degli autori dello studio. Alla base, c’è una rete neurale convoluzionale, un tipo di pattern ispirato alla corteccia visiva animale.

 

 

L’A.I. si pone così al servizio dell’arte, per aiutarci a tutelare questo bene prezioso. Il mondo umanistico e quello tecnologico, posti agli antipodi secondo il sentire comune, sposano così la stessa nobile causa. I risultati raggiunti dai ricercatori olandesi sono incoraggianti e aprono la strada a scenari che, fino a qualche decennio fa, erano quasi fantascientifici.

Fonti:

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