Chat e Riunioni online: la chiave dell’efficienza a distanza

Data
16 Apr 2020
Categoria
Articoli
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Chat e Riunioni online: la chiave dell’efficienza a distanza

Le misure restrittive imposte dalle istituzioni ci offrono la possibilità di analizzare il concetto di smart working sotto una diversa prospettiva. Quella che fino a ieri era una gradita opportunità, oggi è una necessità, lo strumento che abbiamo a disposizione per mantenere intatta la produttività e rispettare la distanza sociale. In verità non vediamo l’ora che le barriere crollino, per ritrovare il contatto umano, per assaporare il piacere di una “semplice” stretta di mano, un gesto tutt’altro che banale. Accadrà, magari non presto, ma succederà.

Al netto della difficoltà legate a questo momento storico così delicato, nulla in beanTech si è inceppato: gran parte dell’organico lavora, si organizza e coordina le sue attività in regime di smart working. Una piccola percentuale dei collaboratori è invece presente nella sede di via Ivrea 5, la nostra nuova casa, che non vediamo l’ora di inaugurare e potervi mostrare. Come e più di prima, ci si confronta via chat o tramite e-mail, un flusso di dati e informazioni instradati via Teams di Microsoft, il nostro strumento d’elezione per la produttività e la comunicazione. Mai come ora “verba volant, scripta manent”. A tal proposito, vi proponiamo questi dati statistici, elaborati dal ramo IT, numeri che ci aiutano a ribadire il concetto. Nell’arco delle ultime settimane il numero di messaggi, chat e chiamate è salito vertiginosamente.

Allo stesso modo, è interessante notare come gli accessi alla rete internet aziendale si siano ridotti drasticamente, sia per quanto riguarda le connessioni via cavo che attraverso il Wi-Fi. Il grafico sottostante sottolinea come le vette di qualche settimana si siano ridotte a piccole colline, spazi quasi pianeggianti. I byte passano attraverso la rete domestica, si instradano sui server e finiscono negli snodi aziendali. Cambia il tragitto, ma non la destinazione.

Alla luce di questo presente, proviamo a immaginare quale sarà il futuro, cerchiamo di capire cosa accadrà nel breve termine. Partiamo dall’assunto che il Covid-19 non sparirà dalle nostre vite, ma ci dovremo abituare alla sua presenza, mantenendo una condotta responsabile e rispettosa delle norme, che progressivamente si faranno meno stringenti e leggermente più permissive. Senza ombra di dubbio, fra qualche settimana avremo modo di tornare in ufficio, magari non tutti all’unisono, probabilmente a rotazione. È una delle soluzioni possibili, in mancanza di spazi che consentano il mantenimento della distanza sociale. Il quotidiano per qualcuno resterà all’insegna dello smart working, ma con qualche piccola concessione. “Ci sono tante variabili che dobbiamo tenere in considerazione” – sottolinea Massimiliano Anziutti, CTO di beanTech – “e gran parte sono in continuo mutamento. Dobbiamo affidarci alle istituzioni, seguendo le loro linee guida. Programmare il ritorno alla normalità non è semplice, la salute resta il bene primario”.

Senza ombra di dubbio l’arrivo del Covid-19 ha stravolto il concetto stesso di lavoro, sfumandone i contorni. Siamo in grado sicuramente di poter lavorare in remoto, mantenendo gli stessi ritmi e un’efficienza pari, se non superiore. Ma non tutti abbiamo a disposizione uno studio o un’area da dedicare esclusivamente alla professione, per alcuni non è facile conciliare famiglia e lavoro, complici gli spazi ridotti o i figli in età prescolare. A prescindere da questi aspetti, c’è un punto fermo: le aziende si devono dotare di strumenti in grado di sostenere lo smart working, rendendolo possibile al 100%. Che si tratti di una VPN per accedere ai server o di terminali che permettano la virtualizzazione, non sussiste differenza, le infrastrutture sono la condizione necessaria a sostenere il lavoro da remoto. Allo stesso modo, c’è bisogno di connessioni internet affidabili, veloci e stabili, per mantenere costante lo scambio delle informazioni. Si tratta di un problema molto rilevante, in un paese come il nostro, così arretrato sotto questo punto di vista” afferma Massimiliano Anziutti.

Così dicendo, non ci resta che guardare a ciò che verrà in maniera propositiva, per cercare di capire in quale direzione virerà il mondo del lavoro. Si tratta di uno scenario del tutto inedito, un percorso tutto da tracciare, con rinnovato entusiasmo. Le tecnologie sono già a disposizione, bisogna capire come declinarle e usarle a nostro vantaggio.

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